Marie-Hélène Hayles | Traduzione italiano inglese

E ora qualcosa di completamente diverso

Quando ho deciso d’includere nel mio sito web una sezione blog, l’intenzione era di farne una di raccolta d’interessanti spigolature in materia di studi clinici e farmaceutici, con relativo commento da parte della sottoscritta. “Al mondo ci sono già centinaia di blog sulla traduzione”, mi sono detta, “e alcuni sono pure degni di essere letti, per cui racconterò dei miei clienti invece che di me”.

Le intenzioni erano buone, ma chi lo trova il tempo? E, soprattutto, a che scopo? Perché dopo 15 mesi circa di presenza online devo ammettere che gli unici lettori delle mie sparse perle di saggezza siamo io, l’amica o l’amico di passaggio sul sito e il crawler di Google. (OK, non nego che il fenomeno potrebbe anche essere riconducibile al classico circolo vizioso per cui nessuno mi legge perché non scrivo niente e non scrivo niente perché nessuno mi legge, ma tant’è). Senza contare, poi, che ci sono già un mucchio di blogger che fanno esattamente quello che avevo in mente di fare io, con informazioni migliori e migliori conoscenze.

Conclusione: urge un nuovo approccio. Perché ogni tanto mi scappa proprio di scrivere qualcosa, ma quasi niente che c’entri col mio lavoro – ho anche una vita, sissignori, e degli interessi extra-traduttivi. Niente di clamoroso, sia chiaro, ma nel mio piccolo anch’io “faccio cose, vedo gente”.

Considerato, dunque, lo sparuto pubblico dei miei lettori, ho pensato che tanto vale usare il blog per sproloquiare di quello che mi passa per la testa, ecco. Se non altro farò felice Google, notoriamente goloso di nuovi contenuti…

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